domenica 12 settembre 2021

Puškin, neoclassicismo del Petrarca russo

 

Mezzogiorno italiano, Karl Pavlovič Brjullov



Tu e voi - Aleksandr Puškin

 

Il vuoto voi con il cordiale tu

Lei, sbagliando a parlare, lo sostituisce

E tutti i sogni felici

Nell’anima innamorata suscita.

Davanti a lei resto pensieroso,

Di incontrare il suo sguardo non ho le forze;

E le dico: come siete dolce!

E penso: quanto ti amo!

 

 ***

 

Ты и вы - Александр Пушкин

 

Пустое вы сердечным ты

Она, обмолвясь, заменила

И все счастливые мечты

В душе влюбленной возбудила.

Пред ней задумчиво стою,

Свести очей с нее нет силы;

И говорю ей: как вы милы!

И мыслю: как тебя люблю!


domenica 6 giugno 2021

Bellintani, raffinato uomo di popolo

San Gallo, Antonio Ligabue

 


Per un bambino che non conosce più i passeri di Umberto Bellintani

 

Urlavan lungi dei cani (o eran gufi?).

Urlavan lungi dei cani e c'eran gufi;

e come assassini i morti si muovevano rasenti i muri del cimitero

quando il ragazzino si trovò

solo solo nella notte.

 

E allora egli aveva un urlo strozzato nella gola,

ché un fruscio d'erbe lo soffocava come un serpente

e la luna veramente era cupa tra le fronde degli alberi.


Come assassini i morti si muovevano rasenti i muri e i fianchi degli argini,

e fu allora che il bambino perse l'uso della parola,

e perse la vista comune delle viole e dei giocattoli

e il senso naturale delle cose.

 

Così ora tentenna il capo e nei suoi occhi è una nuvola,

ma pare un angelo divino contemplante

profonde luci assorte in sé stesso.

 

Povera madre che lo sorvegli lungo i sentieri del tuo orto

e ora lacrimi al suo riso ebete sugli asparagi,

io non so dirti s'è sfortuna a lui toccata

o s'è migliore la sua sorte, più benigna

che al fanciullo intento a suddividere

in bianchi e neri i dadi del suo gioco.


sabato 22 maggio 2021

Cena, materno ammonitore

 

Ritratto di Giovanni Cena



SANT’AGOSTINO di Giovanni Cena

 

Sant’Agostino assorto in suoi austeri

problemi andando un giorno in riva al mare,

vide un fanciullo intento a singolare 

trastullo; ond’egli uscito di pensieri, 

  

rise e disse: “Che fai, bambolo, speri 

il mare in questi cerchi imprigionare? 

E quei: “Meglio” rispose “che indagare 

come tu fai terribili misteri!” 

 

Così, tratte da facili miraggi 

l’ingenue menti e gl’intelletti chiari 

s’affaticano ancora in opre vane. 

  

E ritentano ancor, pargoli e saggi, 

in piccoletto cerchio accoglier mari 

e l’universo in brevi menti umane.