venerdì 29 novembre 2019

Sartre, la poesia e il nulla

Opere di Alberto Giacometti




Il passato è un lusso da proprietari di Jean-Paul Sartre


Il passato è un lusso da proprietari.
Ed io dove potrei conservare il mio?
Non ci si può mettere il passato in tasca;
bisogna avere una casa per sistemarvelo.
Io non possiedo che il mio corpo;
un uomo completamente solo,
col suo corpo soltanto,
non può fermare i ricordi,
gli passano attraverso.
Non dovrei lagnarmi: 
il mio solo desiderio
è stato d’esser libero.

giovedì 28 novembre 2019

Cechov, un gabbiano nella steppa

Strada della steppa russa, Isaak Il'ič Levitan




L'odore dell'inverno di Anton Cechov


Il tempo dapprincipio fu bello,
calmo. Schiamazzavano i
tordi, e nelle paludi qualcosa di vivo
faceva un brusio, come se
soffiasse in una bottiglia vuota.
Passò a volo una beccaccia e
nell'aria con allegri rimbombi.
Ma quando nel bosco si fece
buio e soffiò da oriente un vento
freddo e penetrante, tutto tacque.
Sulle pozzanghere si allungarono
degli aghetti di ghiaccio.
Il bosco divenne squallido, solitario.
Si sentì l'odore dell'inverno.

venerdì 22 novembre 2019

Tesfalidet Tesfom, Segen dalla Libia





Tempo sei maestro di Tesfalidet Tesfom


Tempo sei maestro
per chi ti ama e per chi ti è nemico,
sai distinguere il bene dal male,
chi ti rispetta
e chi non ti dà valore.
Senza stancarti mi rendi forte,
mi insegni il coraggio,
quante salite e discese abbiamo affrontato,
hai conquistato la vittoria
ne hai fatto un capolavoro.
Sei come un libro, l’archivio infinito del passato
solo tu dirai chi aveva ragione e chi torto,
perché conosci i caratteri di ognuno,
chi sono i furbi, chi trama alle tue spalle,
chi cerca una scusa,
pensando che tu non li conosci.
Vorrei dirti ciò che non rende l’uomo
un uomo
finché si sta insieme tutto va bene,
ti dice di essere il tuo compagno d’infanzia
ma nel momento del bisogno ti tradisce.

Ogni giorno che passa, gli errori dell’uomo sono sempre di più,
lontani dalla Pace,
presi da Satana,
esseri umani che non provano pietà
o un po’ di pena,
perché rinnegano la Pace
e hanno scelto il male.
Si considerano superiori, fanno finta di non sentire,
gli piace soltanto apparire agli occhi del mondo.
Quando ti avvicini per chiedere aiuto
non ottieni nulla da loro,
non provano neanche un minimo dispiacere,
però gente mia, miei fratelli,
una sola cosa posso dirvi:
nulla è irraggiungibile,
sia che si ha tanto o niente,
tutto si può risolvere
con la fede in Dio.
Ciao, ciao
Vittoria agli oppressi!

venerdì 25 ottobre 2019

Uvavnuk, sciamana Inuit

Angakkuq, figura spirituale e intellettuale della tradizione Inuit




Il grande mare di Uvavnuk


Il grande mare
mi ha mandato alla deriva,
mi muove come l’erbaccia nel grande fiume,
la terra e il buon clima
mi muovono,
mi hanno trasportato via
e mosso le mie interiora con gioia.

sabato 19 ottobre 2019

Piccolo, esequie barocche

Acquerello di Casimiro Piccolo



Voce umile e perenne di Lucio Piccolo


Voce umile e perenne
sommesso cantico
del dolore nei tempi,
che ovunque ci giungi
e ovunque ci tocchi,
la nostra musica è vana
troppo grave, la spezzi;
per te solo vorremmo
il balsamo ignoto, le bende…
ma sono inchiodate
dinnanzi al tuo pianto le braccia
non possiamo che darti
la preghiera e l’angoscia.

domenica 29 settembre 2019

Bernhard, l'imitatore di voci






In un tappeto d’acqua di Thomas Bernhard

In un tappeto d’acqua
ricamo i miei giorni,
i miei dei e i miei malanni.
In un tappeto di verde
ricamo i miei dolori rossi,
i miei mattini azzurri,
i miei borghi in giallo e le mie fette di pane e miele.
In un tappeto di terra
ricamo la mia caducità.
Ci ricamo dentro la mia notte
e la mia fame,
il mio cordoglio
e la nave da guerra delle mie afflizioni
che scivola in mille acque,
nelle acque dell’inquietudine,
nelle acque dell’immortalità.



In einen Teppich aus Wasser

In einen Teppich aus Wasser
sticke ich meine Tage,
meine Götter und meine Krankheiten.
In einen Teppich aus Grün
sticke ich meine roten Leiden,
meine blauen Morgen,
meine gelben Dörfer und Honigbrote.
In einen Teppich aus Erde
sticke ich meine Vergängnis.
Ich sticke meine Nacht hinein
und meinen Hunger,
meine Trauer
und das Kriegsschiff meiner Verzweiflungen,
das hinübergleitet in tausend Gewässer,
in die Gewässer der Unruhe,
in die Gewässer der Unsterblichkeit.

domenica 7 aprile 2019

Guerrini, nomi d'arte in bicicletta

Caricatura del poeta




Postuma di Olindo Guerrini o “Lorenzo Stecchetti”, “Argìa Sbolenfi”, “Marco Balossardi”, “Giovanni Dareni”, “Pulinera”, “Bepi” e “Mercutio”



Noi sentiamo il furor delle baccanti,
L’estasi santa degli anacoreti:
Siamo i martiri noi, siamo i profeti
Noi che gridiamo al mondo: avanti, avanti!

Parliam coi fiori e colle stelle erranti,
Amor ci disse tutti i suoi segreti:
Solo a noi nati all’Arte, a noi poeti,
Prorompono dal cor gl’inni sonanti.

O banchieri, o droghieri, a più dannose
Arti lo sprezzo e l’ironia serbate;
Noi non cerchiam le utilità dolose,

Noi non falsiamo i pesi e le derrate.
Che colpa c’è nel preferir le rose
Alle candele, al pepe, alle patate?