sabato 14 ottobre 2023

Glück, selvaggio iris

Merci, Joan Mitchell

 


Fine dell’estate di Louise Glück

 

Dopo che mi vennero in mente tutte le cose,
mi venne in mente il vuoto.

C’è un limite
al piacere che trovavo nella forma…

In questo non sono come voi,
non ho risoluzione in un altro corpo,

non ho bisogno
di un riparo fuori di me…

Mie povere ispirate
creazioni, siete
distrazioni, in ultimo,
puri inceppi; siete
alla fine troppo poco simili a me
per piacermi.

E così candide:
volete essere ripagate
della vostra scomparsa,
pagate tutte con qualche parte della terra,
qualche ricordo, come una volta eravate
compensate per il lavoro,
lo scriba pagato
con argento, il pastore con orzo
per quanto non è la terra
a durare, non
queste schegge di materia…

Se apriste gli occhi
mi vedreste, vedreste
il vuoto del cielo
specchiato in terra, i campi
di nuovo nudi, senza vita, coperti di neve…

poi luce bianca
non più travestita da materia.

domenica 1 ottobre 2023

Soffrè, fragili ultime foglie

Paesaggio calabrese, Santoro Rubens

 



NELLA VITA di Felice Soffrè

 

Ciascun ha un invisibile telaio

in cui da trama i desideri fanno

e da spola il pensier. Va tutto l'anno

su e giù la spola se uno è triste o gaio.

 

Sol che nella tristezza il filo è nero,

con cui la spola séguita il ricamo;

ma che importa? Il tessuto, anche se gramo,

si dilunga invisibile e leggero.

 

O dolci nomi che nei cuori state

e come in una serra ivi fiorite,

quante volte per voi furono ordite

le trame del destino scompigliate?

 

Poi che il destino un monellaccio pare;

di diverte a disfar ciò che facciamo:

e noi del ragno la pazienza abbiamo,

e rifacciamo ciò ch'ei suol disfare.