sabato 22 maggio 2021

Cena, materno ammonitore

 

Ritratto di Giovanni Cena



SANT’AGOSTINO di Giovanni Cena

 

Sant’Agostino assorto in suoi austeri

problemi andando un giorno in riva al mare,

vide un fanciullo intento a singolare 

trastullo; ond’egli uscito di pensieri, 

  

rise e disse: “Che fai, bambolo, speri 

il mare in questi cerchi imprigionare? 

E quei: “Meglio” rispose “che indagare 

come tu fai terribili misteri!” 

 

Così, tratte da facili miraggi 

l’ingenue menti e gl’intelletti chiari 

s’affaticano ancora in opre vane. 

  

E ritentano ancor, pargoli e saggi, 

in piccoletto cerchio accoglier mari 

e l’universo in brevi menti umane.


mercoledì 19 maggio 2021

Battiato, la voce di un padre

 

Gilgamesh, Franco Battiato


L'ombra della luce di Franco Battiato


Difendimi dalle forze contrarie
La notte, nel sonno, quando non sono cosciente
Quando il mio percorso si fa incerto
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai

Riportami nelle zone più alte
In uno dei tuoi regni di quiete
E' tempo di lasciare questo ciclo di vite
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai

Perché le gioie del più profondo affetto
O dei più lievi aneliti del cuore
Sono solo l'ombra della luce

Ricordami come sono infelice
Lontano dalle tue leggi
Come non sprecare il tempo che mi rimane
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai

Perché la pace che ho sentito in certi monasteri
O la vibrante intesa di tutti i sensi in festa
Sono solo l'ombra della luce


domenica 16 maggio 2021

Amichai, ogni uomo nasce poeta

 

Untitled, Joseph Zaritsky



DIO MISERICORDIOSO di Yehuda Amichai


Dio Misericordioso nell’alto dei cieli

concedi il giusto riposo

sotto le ali della presenza divina

tra i santi ed i puri

che brillano come lo splendore del firmamento

all’anima di questo tuo figlio

che è andato al suo mondo

per la carità ottenuta

per il ricordo della sua anima.

Che dunque il Signore di Misericordia

lo nasconda tra le Sue ali per sempre

e avvolga la sua anima nella vita eterna.

Dio sia la sua eredità,

e possa riposare in pace nella Sua protezione,

e diciamo: Amen.

Per tutte le anime

dei sei milioni di Ebrei

scomparsi nella Shoah d’Europa

uniti alla santificazione del Nome

uccisi, abbattuti, bruciati

per mano degli assassini tedeschi

e dei loro accoliti d’altri popoli

e tutta l’Assemblea prega

perché le loro anime siano elevate.

Che dunque il Signore di Misericordia

lo nasconda tra le Sue ali per sempre

e avvolga la sua anima nella vita eterna.

Dio sia la sua eredità

e possano riposare in Paradiso

e si attengano alla loro sorte fino alla fine dei giorni

e diciamo: Amen.

 

(Versione italiana di Riccardo Venturi)

 

 

 

EL MAALE RAHAMIM  di Yehuda Amichai

 

el màle rahamìm shòkhen bameromìm

hàmtse menuhà nekhonà

al kanfèi shekhinà

bema’alòt kedoshìm utehorìm

kezohàr harakì’a mazhirìm

et nishmàt plòni ben plòni

shehalàkh le’olamò

ba’avùr shinedàvu tsedàka

be’àd hazkaràt nishmatò

làkhen ba’àl harahamìm

yastirèhu besèter knafàv le’olamìm

veyitsròr bitsròr hahayyìm et nishmatò

adonài hu na’halatò

vayanùakh beshalòm al mishkavò

venomàr amèn

et kol haneshamòt

shel shèshet milyonèi hayehudìm

halalèi hashoàh beeiròpa

shenehèrgu, shenishhètu, shenisràfu

ushenosàfu ‘al kiddùsh hashèm

biyedèi hamertsahìm hagermanìm

veozrèhem mishèar haamìm

baavur shekol hakahal mitpalel

lè’ilùi nishmotèhem

làkhen, ba’àl harahamìm

yastirèhu besètèr knafàv le’olamìm

veyitsròr bitsròr hahayyìm et nishmotèihem

hashèm hu ne’halàtam

begàn edèn tehè menu’hàtam

otàm zakhàr

venomàr amèn.

 

(Testo ebraico trascritto in caratteri latini da Riccardo Venturi)

 


venerdì 14 maggio 2021

Zach, tempo e ritmo dell’assurdo

 

Olive Tree by Anna Ticho



Per la prima volta di Natan Zach

 

Per la prima volta

comincio a dubitare

di riuscire davvero a raggiungere quaggiù

ciò che dentro di me

chiamai felicità.

 

Non ne avevo dubitato mai.

Ma una sera vuota di desiderio

 

mi insinua questo dubbio nel cuore.

Dubbio che certo conobbero anche

gli scalatori di alti monti

 

vedendo la bianca vetta innevata

con il petto vuoto di scalata,

vuoto di monti.