domenica 21 maggio 2023

Iqbal, sir padre spirituale del Pakistan

 

Untitled, 1961, Ahmed Parvez




La bellezza e l'amore di Muhammad Iqbal

 

Proprio come la barca d'argento della luna è affogata

Nella tempesta di luce del sole al sorgere del sole

 

Proprio come il loto simile alla luna scompare

Dietro il velo di luce nella notte illuminata dalla luna

 

Proprio come il palmo radioso del Mosa nello splendore del Nur

E la fragranza del bocciolo nell'onda della brezza del giardino

Simile è il mio cuore nel diluvio del tuo amore

Se tu sei l'assemblea, io sono lo splendore dell'assemblea

Se tu sei il tuono della Bellezza, io sono il prodotto dell'Amore

 

Se sei l'alba, le mie lacrime sono la tua rugiada

Se sono la notte del viaggiatore, tu sei il mio crepuscolo

 

Il mio cuore custodisce le tue ciocche di capelli arruffati

Il mio smarrimento è creato dalla tua immagine

La tua bellezza è perfetta, il mio amore è perfetto

Sei la brezza primaverile per il giardino della mia poesia

Hai dato tranquillità alla mia inquieta immaginazione

 

Da quando il tuo amore ha preso dimora nel mio petto

Nuove luci sono state aggiunte al mio specchio

 

La natura dell'amore riceve stimoli per la perfezione dalla bellezza

Gli alberi della mia speranza sono fioriti grazie al Tuo favore

La mia roulotte è giunta a destinazione.

domenica 7 maggio 2023

Machado, generazione del ‘98

 

Still Life with Guitar, Juan Gris

    

 


Notte di maggio di Antonio Machado

 

Era una notte del mese

di maggio, azzurra e serena.

Sull’azzurro cipresso

il plenilunio brillava,

illuminando la fonte

dove l’acqua zampillava

or sì or no singhiozzando.

 

Solo la fonte udiva.

Poi d’occulto usignolo

si sentì il motivo.

Ruppe raffica di vento

la curva dello zampillo.

E una dolce melodia

vagò per tutto il giardino:

un musicante tra i mirti

il suo violino suonava.

lunedì 1 maggio 2023

Papini, un uomo in finito



Caricatura di Papini, C. Carrà - A. Soffici




FAMMI TORNAR BAMBINO di Giovanni Papini

 

Nella concavità delle valli benedette

passan fiumi dorati tra vinchi e violette;

le piante rabbellite di petali e d’uccelli

offron disegni d’ombre ai giochi degli agnelli;

le belle foglie nuove dell’erbe prataiole

sembrano lingue verdi che assaporano il sole.

Pastori senza greggi, branchi senza pastori

si stendono felici sui primaticci fiori,

e due bovi incantati alla metà del solco

ascoltan, bianchi e fermi, il canto del bifolco.

L’aria giovane tesa sopra i colli celesti

illumina di pace gli spartimenti agresti.

O santità perduta del mio cielo infantile,

oggi recuperata nella luce d’aprile,

fammi tornar fanciullo in valle di riposo

quando tutto era sacro, puro e miracoloso;

fammi tornar bambino, quando tutto era mio

ciò che alla dolce terra ha regalato Iddio!