venerdì 24 luglio 2020

Farrokhzad, solo la voce che resta


The Mesh, Shiva Ahmadi




Saluterò di nuovo il sole di Forugh Farrokhzad

 

Saluterò di nuovo il sole,

e il torrente che mi scorreva in petto,

e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri

e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino

che con me hanno percorso le secche stagioni.

 

Saluterò gli stormi di corvi

che a sera mi portavano in offerta

l’odore dei campi notturni.

 

Saluterò mia madre, che viveva in uno specchio

e aveva il volto della mia vecchiaia.

E saluterò la terra, il suo desiderio ardente

di ripetermi e riempire di semi verdi

il suo ventre infiammato,

sì, la saluterò

la saluterò di nuovo.

 

Arrivo, arrivo, arrivo,

con i miei capelli, l’odore che è sotto la terra,

e i miei occhi, l’esperienza densa del buio.

Con gli arbusti che ho strappato ai boschi dietro il muro.

 

Arrivo, arrivo, arrivo,

e la soglia trabocca d’amore

ed io ad attendere quelli che amano

e la ragazza che è ancora lì,

nella soglia traboccante d’amore, io

la saluterò di nuovo.


martedì 21 luglio 2020

Pavese, il mestiere di poetare


Figure al balcone, Piero Marussig




Lavorare stanca di Cesare Pavese

 

Traversare una strada per scappare di casa

lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira

tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo

e non scappa di casa.

 

Ci sono d’estate

pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese

sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge

per un viale d’inutili piante, si ferma.

Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?

Solamente girarle, le piazze e le strade

sono vuote. Bisogna fermare una donna

e parlarle e deciderla a vivere insieme.

Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte

c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi

e racconta i progetti di tutta la vita.

 

Non è certo attendendo nella piazza deserta

che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade

si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,

anche andando per strada, la casa sarebbe

dove c’è quella donna e varrebbe la pena.

Nella notte la piazza ritorna deserta

e quest’uomo, che passa, non vede le case

tra le inutili luci, non leva più gli occhi:

sente solo il selciato, che han fatto altri uomini

dalle mani indurite, come sono le sue.

Non è giusto restare sulla piazza deserta.

Ci sarà certamente quella donna per strada

che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

 


domenica 19 luglio 2020

Lowell, favola per i critici


Ritratto di James Russell Lowell




Il poeta di James Russell Lowell

 

Colui che ha sentito il mistero della Vita

schiacciarlo come una notte cupa,

la cui anima non ha conosciuto altro

se non la sofferenza; -

colui che ha visto forme confuse sollevarsi

dalle profondità silenti dello spirito

e fissarlo con sguardo espressivo

pieno di speranza,

eppure non in grado di proferire neppure una parola,

sebbene egli preghi tutta la notte che riescano,

“salvatemi, salvatemi! Sono malato,

e voi siete così meravigliosamente forti”! -

Colui che, nella mezzanotte più tetra e cupa,

ha sentito la voce della potenza

irrompere echeggiando tra le sale del sonno

nel solitario cuore della Notte,

e, dal suo giaciglio insonne,

ha guardato e ha pianto perchè desiderava sapere

cosa voleva dire quell’oracolo

che ha reso il suo essere così affranto;

colui che ha sentito quanto possente e grande

sia l’Anima dell’uomo,

e non ha abbassato lo sguardo davanti al Destino,

da cui la Vita e il Pensiero derivano;

la cui armatura di questa fiducia immobile

non conosce debolezze,

colui che ha calpestato e gettato la paura nella polvere

sotto i piedi dell’umiltà; -

colui che in pace con se stesso ha portato la sua croce,

riconoscendosi come il re

del suo tempo, e non ha considerato uno spreco

imparare tramite la sofferenza; -

e colui che ha adorato la donna

con animo puro e modesto,

e non ha mai profanato il suo sacro tempio

né con le azioni né con il pensiero -

Questi è il Poeta, colui al quale

é stato dato il dono della poesia,

la cui vita è sublime, forte e vera,

e che non è mai caduto dal Cielo;

il Poeta, che grazie alle sue labbra

egli vive per l’eternità,

maestose come le navi in alto mare,

le parole della Saggezza egli sparge.