giovedì 3 dicembre 2015

Ferretti, la scrittura e il ballo


I giocatori di carte, Paul Cezanne




In trattoria di Massimo Ferretti





In questa trattoria di gente stanca
dove mangiare significa reagire,
dove la grazia d'una dattilografa
si percepisce nel tono delicato
d'un piatto di fagioli chiesto tiepido,
dove un viaggiatore analfabeta
emancipato per via dello stipendio
spiega a una turista anacoreta
che il rialzo dei biglietti ferroviari
dipende tutto da questioni atlantiche -
non ho ragione d'essere contento
se il cameriere lieto della mancia,
leggendo la commedia del mio viso
m'ha detto che ho una maschera da negro?


In questa trattoria di gente ottica
dove non so salvarmi dagli sguardi,
condannato al sentimento della morte,
serrato tra furore e timidezza -
non ho ragione d'essere felice
quando divoro una bistecca che fa sangue?


Il mio complesso è una tragedia antica:
devo scrivere e vorrei ballare.

domenica 22 novembre 2015

Bodini, traduttore barocco

La sedia di Vincent, Vincent Van Gogh





Foglie di tabacco di Vittorio Bodini


Sulle pianure del Sud non passa un sogno.
Sostantivi e le capre senza musica,
con un segno di croce sulla schiena,
o un cerchio,
quivi accampati aspettano un’altra vita.
Tutto è evidenza e quiete, e si vedrebbe
anche un pensiero, un verbo,
con il bigio sgomento d’una talpa
correre tra due pietre.

La pianura mirare a perdita d’occhi,
senza case, senz’alberi, senza una lettera:
livello di un’assenza a cui sole si sporgono
capre o spettri di capre morte da secoli,
che brucano le amare giade dell’insonnia,
l’acciaio senza luce d’antiche spade,
quando popoli amari si scontravano
e di sangue tingevano i cieli della preistoria.

Così, se qualche giorno dal sottosuolo
un riso magro scatenato nel vento
di scirocco si stira,
ciò che all’imperturbato cielo e ai corvi
scopre la vanga
sono le dentature di cavalli
uccisi che si rammentano
che dolce festa faceva
quand’era vivo il sangue sulla pianura.

domenica 15 novembre 2015

Bono, amare uguale soffrire


Cacciata dei progenitori dall'Eden, Masaccio





Cacciata dal Paradiso Terrestre di Masaccio di Elena Bono


Piange Adamo, si copre il volto con le mani
E piange Eva levando il viso al cielo:
due tagli obliqui gli occhi,
la bocca un buco nero,
nell’urlo lungo come il tempo,
donne di Marzabotto
o donne di Sant’Anna di Stazzema,
o donne delle Fosse Ardeatine,
spose, sorelle, figlie, madri.