domenica 10 dicembre 2017

Skujenieks, un seme nella neve

Dipinto di Vilhelms Purvītis



Sēkla sniegā di Knuts Skujenieks


La neve smorza l’ocra autunnale.
E il cielo riacquista il suo blu usuale.
E rosso, curato e pasciuto
Occhieggia il mattino muto.
Sale lento il sole – non si deve affrettare
Va il mondo, così come deve andare.
E tu stesso di fronte a un giorno di tal quiete,
Non vuoi più sbattere la testa alla parete
Divincolarti dal sonno, questo ti preme,
E nella neve affondare un quieto seme.
Parlare, scrivere, piantare e seminare,
Perché non possano più ammazzare.
Seppur dalle nuvole la terra è avvolta,
Il sole ruota, il sole ruota,
Per quanta nebbia l’orizzonte serra,
Sorride il sole e allatta la terra.
E tu stesso del sole assaporerai il latte
Per ogni tuo giorno, per ogni tua notte.




martedì 20 giugno 2017

Tranströmer, un nuovo accesso alla realtà


Sinfonia diagonale, Viking Eggeling





Mistero per la strada di Tomas Tranströmer 
(traduzione di Franco Buffoni)


Si posò la luce del giorno sul viso di un uomo addormentato.
Gli giunse un sogno più vivido
Ma non si svegliò.

Si posò l’oscurità sul viso di un uomo in cammino
Tra la gente nei raggi di sole
Forti e impazienti.

D’un tratto si fece buio come per il temporale.
Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti –
Un museo di farfalle.

Tuttavia il sole era forte come prima.
I suoi pennelli impazienti dipingevano il mondo.

lunedì 20 febbraio 2017

Joyce, poesie da un soldo

Dipinto di Zao Wou-Ki



NOTTURNO di James Joyce


Smunte nella tenèbra
entro a sudari, pallide stelle
le loro torce agitano.
Fatue luci dai più remoti cieli schiaran fioche,
archi su archi svettanti,
la navata della notte nera di peccato.

Serafini,
le osti perdute si svegliano
a servire sino a che
in illune tenèbra ognuna ricade, smorta,
levato che abbia e agitato
il suo turibolo.

E a lungo e alto,
per la notturna navata che si estolle
bàttito di stelle rintocca,
mentre squallido incenso gonfia, nube su nube,
ai vuoti spazi dall'adorante
deserto d'anime.