lunedì 5 gennaio 2015

I Tarkovskij

Da “Nostalghia”, Andrej Arsen'evič Tarkovskij


E lo sognavo, e lo sogno di Arsenij Aleksandrovič Tarkovskij


E lo sognavo, e lo sogno,
e lo sognerò ancora, una volta o l'altra,
e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,
e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.

Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo
un'onda dietro l'altra si frange sulla riva,
e sull'onda la stella, e l'uomo, e l'uccello,
e il reale, e i sogni, e la morte: un’onda dietro l’altra.

Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.
La vita è la meraviglia delle meraviglie,
e sulle ginocchia della meraviglia
solo, come orfano, pongo me stesso
solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi
di mari e città risplendenti tra il fumo.

E la madre in lacrime si pone il bimbo sulle ginocchia.



I dreamed this dream and I still dream of it


I dreamed this dream and I still dream of it
and I will dream of it sometime again.
Everything repeats itself and everything will be reincarnated,
and my dreams will be your dreams.

There, to one side of us, to one side of the world
wave after wave breaks on the shore:
there's a star on the wave, and a man, and a bird,
reality and dreams and death - wave after wave.

Dates are irrelevant. I was, I am, I will be.
Life is a miracle of miracles, and I kneel
before the miracle alone like an orphan,
alone in the mirrors, enclosed in reflections,
seas and towns, shining brightly through the smoke.

A mother cries and takes her baby on her knee.


venerdì 2 gennaio 2015

Neruda, entusiasmo y perseverancia

Ritratto di Angélica, David Alfaro Siqueiros


Mi piace quando taci... di Pablo Neruda


Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.


giovedì 1 gennaio 2015

Catullo, odi et amo

“Lesbia e il suo passerotto” di Edward John Poynter



Carme LXXXV di Catullo


Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior. 

 
L'odio e l'adoro. Perché ciò faccia, se forse mi chiedi,
io, nol so: ben so tutta pena che n'ho.
                                                      Traduzione di G. Pascoli


Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile;
non so, ma è proprio così e mi tormento.
                                                      Traduzione di S. Quasimodo