sabato 14 febbraio 2015

Lautréamont, l'immaginazione in rivolta

Renè Magritte,  Les Chants de Maldoror



I Canti di Maldoror del Conte di Lautréamont (o Isidore Lucien Ducasse)

Il nuotatore e la femmina di pescecane si trovavano al cospetto, lei da lui salvata. Si guardarono negli occhi per qualche minuto; e ciascuno si stupì di trovare nello sguardo dell'altro tanta ferocia. Girando in tondo, nuotando, non si perdono di vista e si dicono tra sé: "Finora mi sono ingannato; ecco qualcuno che è più malvagio di me." Allora, di comune accordo, di tra due acque, l'uno verso l'altra, con reciproca ammirazione, la femmina di pescecane scostando l'acqua con le sue pinne, Maldoror battendo l'acqua con le sue braccia; e trattennero il respiro, in una profonda venerazione, ciascuno desideroso di contemplare, per la prima volta, il proprio ritratto vivente. Giunti a tre metri di distanza, senza compiere il minimo sforzo, caddero bruscamente l'uno contro l'altra, come due amanti, e si baciarono con dignità e con riconoscenza, in una stretta tenera quanto quella di un fratello e di una sorella. I desideri carnali seguirono da vicino questa dimostrazione di amicizia. Due cosce nervose s'incollarono strettamente alla pelle viscida del mostro, come due sanguisughe; e, le braccia e le pinne allacciate attorno al corpo dell'oggetto amato che circondavano con amore, mentre il loro seno e il loro petto ben presto non furono più altro che una massa glauca dalle esalazioni di alghe; in mezzo alla tempesta che continuava a imperversare; nella luce dei lampi; avendo come letto di nozze l'onda schiumeggiante, trascinati da una corrente sottomarina come in una culla, rotolando, su se stessi, verso le profondità ignote dell'abisso, si unirono in un accoppiamento lungo, casto e schifoso!...Finalmente avevo trovato qualcuno che mi rassomigliava!...Lei aveva le mie stesse idee!...Ero al cospetto del mio primo amore!

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